Vista la proroga delle misure per il contrasto e il contenimento del diffondersi del virus COVID-19,
le lezioni sono sospese fino al 13 aprile 2020
>>DPCM 01/04/2020<<


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funzioneranno esclusivamente in modalità lavoro agile 

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La chiusura di tutte le scuole italiane per l’emergenza coronavirus sta destando grande preoccupazione fra famiglie e insegnanti. Il nostro istituto ha attivato da subito diverse modalità di "didattica a distanza" quali  Moodle,  Aule virtuali di Spaggiari,  e in questi giorni  sta mettendo a disposizione  anche G SUITE FOR EDUCATION. I nostri docenti si sono inoltre attivati con altri strumenti (We-schhol, Edmondo, Skype). In merito alla "scuola on line" due esperti della Fondazione Agnelli hanno pubblicato una serie di riflessioni  che ci sentiamo di segnalare  nel Leggi tutto...

Riportiamo un estratto dell'intervento di Andrea Gavosto, direttore della Fondazione Giovanni Agnelli, e Stefano Molina,  dirigente di ricerca presso la Fondazione Giovanni Agnelli di Torino.

Il testo offre una panoramica nazionale sulla scuola italiana di fronte all'emergenza. Anche il nostro Istituto  e i nostri docenti sono in prima linea in questo difficile momento.  La scuola è attenta e presente, attenta sopratutto agli obiettivi primari degli interventi di didattica a distanza: consolidamento di quanto fatto fino ad oggi e non una mera attenzione al "programma" da svolgere da un lato e la necessità che tutti si attivino per mantenere un contatto dall'altro. 

Nei prossimi giorni sarà predisposto anche un questionario per verificare se tutti possiedono adeguati strumenti per seguire la didattica a distanza. Si invitano le famiglie a rispondere con sollecitudine e a segnalare eventuali problematiche.

 

 

"Il coronavirus ha messo la scuola italiana davanti a una prova difficilissima, con chiusure prolungate degli istituti. Anche con la didattica a distanza, il primo obiettivo deve rimanere quello di non perdere per strada i più deboli e i meno attrezzati.

La scuola di fronte all’emergenza

L’emergenza del coronavirus colpisce duramente la scuola italiana.  Il normale svolgimento dell’anno scolastico rischia dunque di essere seriamente compromesso: non tanto sul piano formale – è prevista la deroga alla soglia minima dei 200 giorni di lezione – quanto piuttosto sul versante sostanziale degli apprendimenti.

Come hanno reagito le scuole di fronte all’emergenza? La risposta immediata, fortemente sostenuta dal ministero dell’Istruzione, è stata di cercare di trasferire online la didattica, attivando modalità di apprendimento a distanza. 

È ovviamente troppo presto per valutare gli esiti di questo sforzo, che per la prima volta nel nostro sistema rompe – a lungo e sistematicamente – il legame fra aula e insegnamento. Dai primi monitoraggi ministeriali affidati agli uffici territoriali decentrati emerge che le scuole si stanno muovendo “in ordine sparso”, sfruttando sia le numerose piattaforme utilizzabili per la didattica a distanza (come Google Suite for Education, Microsoft Office 365 Education, Moodle, Edmodo o We-School), sia le funzionalità del registro elettronico. Si segnalano anche usi di Skype, Zoom, WhatsApp e altro: strumenti non pensati per finalità educative, ma facili da usare e dunque utili almeno per restare connessi.

Ritardi e disuguaglianze

Nonostante lo spirito di iniziativa e la generosità di molti docenti, il passaggio all’online si scontra però con i ritardi storici della nostra scuola, creando preoccupanti differenze di trattamento fra gli studenti. (...)

Oggi la preoccupazione prevalente delle scuole sembra essere completare i programmi di studio per l’anno in corso. La letteratura suggerisce però che gli studenti corrono un rischio più subdolo: i lunghi periodi di distacco, come le vacanze estive, determinano infatti un calo degli apprendimenti proporzionale alla lunghezza della sosta. Se saranno costretti a fermarsi per molte settimane, gli studenti rischiano dunque di dimenticare gran parte di quanto appreso. Un obiettivo ragionevole, in primo luogo per gli insegnanti, nella fase di lontananza dalla scuola sarebbe dunque quello di consolidare quanto fatto fino a oggi.

Non sappiamo ancora come la scuola italiana supererà questa prova difficilissima. Ma in questa fase drammatica, il primo obiettivo rimane quello di non perdere per strada i più deboli e i meno attrezzati. Sperando che vengano presto giorni migliori, nei quali guardare alla didattica a distanza come a un’opportunità in più, per docenti e studenti, e non come a un obbligo imposto dall’emergenza".

Liberamente tratto da https://www.fondazioneagnelli.it/2020/03/13/cosa-funzione-e-cosa-no-nella-scuola-online/ 

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 16/03/2020 - Articolo visualizzato 122 volte