Orario scolastico dal 7 aprile - clicca e scarica

UN NUOVO APPUNTAMENTO CON LA POESIA

Di mese in mese la voce di poeti di epoche, paesi e lingue diverse ci verrà incontro per intrattenerci in un dialogo rivolto a tutte le componenti della scuola.

APRILE - Caproni, Bandini, due poesie per il padre. 

 

A mio figlio Attilio Mauro
che ha il nome di mio padre
 
Portami con te lontano
               …lontano...
nel tuo futuro.
 
Diventa mio padre, portami
                 per la mano
dov'è diretto sicuro
il tuo passo d'Irlanda
- l'arpa del tuo profilo
biondo, alto
già più di me che inclino
già verso l'erba.
 
                        Serba
di me questo ricordo vano
che scrivo mentre la mano
mi trema.
 
              Rema
con me negli occhi al largo
del tuo futuro, mentre odo
(non odio) abbrunato il sordo
battito del tamburo
che rulla - come il mio cuore: in nome
di nulla - la Dedizione.
 
Giorgio Caproni, Livorno 1912 - Roma 1990
da Il muro della terra, Garzanti 1975

 

 

Papà come spaccavi
l’anguria in due
con un colpo secco del tuo coltellaccio
non c’è più nessuno.
 
D’estate sotto la lampada
col succo che allagava la tavola.
Come dividevi la vita
tra bene e male
non c’è più nessuno.
 
Com’eri giusto a fare le parti
tra tutti noi
con un colpo secco del tuo coltellaccio
non c’è più nessuno.
 
Come ridevi e sputavi i semi
come ti liberavi di crucci e sconfitte
godendo solo del dolce
non c’è più nessuno.
 
Fernando Bandini, Vicenza 1931 - 2013
da Per partito preso, 1965
 
Due grandi voci del Novecento italiano per due diverse rappresentazioni della figura del padre.
Nella poesia di Caproni, il padre, con un rovesciamento di ruolo, chiede al figlio di prenderlo per mano e di portarlo nel suo futuro. Di conservare negli occhi, mentre prende il largo nel mare della vita, la tenue immagine del padre-poeta che scrive. Padre e figlio prendono direzioni diverse: il  “passo d’Irlanda del figlio” (allusione ai capelli biondi) avanza verso il futuro, quello del padre inclina verso l’erba. Le parole del padre sono una struggente preghiera: chiedono la dedizione, attitudine paterna che ora spetta al figlio, e la memoria, che darà continuità e presenza nel futuro al padre che sta per lasciare la vita.
 
Nella poesia di Bandini il figlio ricorda il padre. L’azione semplice e popolare del taglio dell’anguria diventa emblema di una progressione di valori. Dal gesto sicuro derivano l’autorevolezza, la giustizia quasi salomonica nel dividere il bene dal male, l’equità nel fare le parti.
E infine la saggezza: la capacità di liberarsi dei crucci e di godere solo “del dolce” della vita.
 “non c’è più nessuno” ribadisce, in chiusura di ogni strofa, l’insostituibilità di quella figura.
I tratti dell’immagine paterna suscitano nel figlio tutto lo stupore e la meraviglia che si provano di fronte alla potenza di una figura mitica.

 

Per la poesia di Bandini il riferimento all’archetipo di Salomone è tratto dalla conferenza di M. Natale Padri e figli nella poesia italiana contemporanea.

 

LIRICHE PER UN ANNO - Presentazione

 

LIRICHE PUBBLICATE

OTTOBRE – Borges, I Giusti 

NOVEMBRE – Hugo, Domani, all'alba ...

NOVEMBRE – Leopardi,  Imitazione

DICEMBRE – Rilke,  Avvento

GENNAIO - Dickinson, La "speranza" è...

27 GENNAIO, GIORNATA DELLA MEMORIA - Levi, Il superstite

 

 

Rubrica a cura della prof.ssa Elena Trevisan

 

 

Ultimo aggiornamento: 31/03/2021 - Articolo visualizzato 1365 volte