FRAMMENTI IN VERSI E PROSA

La rubrica propone frammenti letterari in versi e prosa scanditi sul ritmo delle stagioni e delle festività dell'anno, ma anche momenti ed esperienze di vita scolastica.

 
25 NOVEMBRE Szymborska - Ritratto di donna 

Ritratto di donna

Deve essere a scelta.

Cambiare, purché niente cambi.

È facile, impossibile, difficile, ne vale la pena.

Ha gli occhi, se occorre, ora azzurri, ora grigi,

neri, allegri, senza motivo pieni di lacrime.

Dorme con lui come la prima venuta, l’unica al mondo.

Gli darà quattro figli, nessuno, uno.

Ingenua, ma è un’ottima consigliera.

Debole, ma sosterrà.

Non ha la testa sulle spalle, però l’avrà.

Legge Jaspers e le riviste femminili.

Non sa a che serva questa vite, e costruirà un ponte.

Giovane, come al solito giovane, sempre ancora giovane.

Tiene nelle mani un passero con l’ala spezzata,

soldi suoi per un viaggio lungo e lontano,

una mezzaluna, un impacco e un bicchierino di vodka.

Dove è che corre, non sarà stanca?

Ma no, solo un poco, molto, non importa.

O lo ama o si è intestardita.

Nel bene, nel male, e per l’amor di Dio.

 

Wisława Szymborska, Kórnik, Polonia, 1923 – Cracovia, 2012.

Da Grande numero, 1976.

Edizione italiana La gioia di scrivere – Tutte le poesie, Milano 2009.

 

La poesia della grandissima poetessa polacca Wislawa Szymborska, premio Nobel per la Letteratura nel 1996, è una scelta opportuna per la giornata del 25 novembre contro la violenza sulle donne.

Cosa dice Szymborska?

Scrive di una donna che, all’inizio del testo poetico, sembra essere una donna-oggetto, succuba della scelta maschile, che deve essere disponibile (“Dorme con lui come la prima venuta”), costretta ad adeguarsi ai suoi desideri (“Gli darà quattro figli, nessuno, uno”).

Successivamente, andando avanti con la lettura della poesia, si capisce come la donna ritratta da Szymborska riesca ad emanciparsi, ad elevarsi verso una sua autonomia e libertà.

Su di lei incombe purtroppo sempre il pregiudizio che l’ha soffocata per millenni (emotiva, ingenua, debole, frivola, poco razionale, etc..). Szymborska, con un colpo d’ala, smentisce e ribalta queste assurde considerazioni. La donna, invece, è “un’ottima consigliera”, “legge Jaspers”, “costruisce ponti”. Le sue doti di leadership, intellettuali, professionali non sono dunque meno evidenti di quelle maschili.

Nell’ultima parte del testo la poetessa ci parla di una donna finalmente libera economicamente, che viaggia, che non ha bisogno di aiuto (Tiene nelle mani (…) un impacco e un bicchierino di vodka).

Ma in ultimo, ancora una volta, compare lo spettro del giudizio sociale. La donna deve fare tutto e non essere mai stanca. Deve perfino mantenere saldo il rapporto matrimoniale (“Nel bene, nel male, e per l’amor di Dio”). Forse questa è la sua vera disgrazia: amare o comunque rimanere con un uomo che è incapace di comprenderla.

 

                                                                                       Gaia Guarienti

 

Torneremo a parlare della Szymborska in uno degli incontri di “ Storie che accendono passioni”.

 
 
Ultimo aggiornamento: 26/11/2021 - Articolo visualizzato 72 volte

Questo sito utilizza cookie tecnici, proseguendo nella navigazione accetti l’utilizzo di tali cookie.

Dettaglicookies